il Blog di Alessandro Cimadom

Posted by Alessandro Cimadom On 25 Marzo 2009

Il pensiero di un giovane riguardo al proprio paese e alle proprie esperienze di vita. Aldeno, Trentino, Italia, Europa, politica, divertimento, associazionismo, musica, filosofia, amicizia, viaggi, web...

Pubblicato da Alessandro Cimadom On 18.00.00 0 commenti

Dal blog Maestro Alberto:
MegaStreaming (MegaVideo Unlimited Web Streaming) è un servizio che permette di eliminare i tempi di attesa in MegaVideo e di rimuove il limite per guardare i film lunghi, l’odioso blocco che non permette di vedere i video in streaming più lunghi di 31 minuti.

In pratica con MegaStreaming si sfruttano due lettori differenti per avere (31+72+31) 134 minuti di visione illimitata, anche in HD (Hight Definition) e Full HD.

Il bypass dei tempi di attesa e la rimozione del blocco si ottiene senza dover pagare o disporre di account premium.

Basta inserire l’URL di un filmato di MegaVideo e procedere cliccando sull’apposito pulsante (play).

MegaStreaming fornisce anche un bookmarklet chiamato Speed UnLocker da trascinare sulla barra dei segnalibri del browser in grado di sbloccare i film di MegaVideo durante la navigazione.

Si tratta di uno strumento gratuito che non richiede registrazione.
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La saggezza degli anziani

Pubblicato da Alessandro Cimadom On 7.00.00 0 commenti
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I lavori inutili

Pubblicato da Alessandro Cimadom On 7.00.00 1 commenti
Tante volte, guardando la tv o navigando in internet, mi soffermo a pensare sull'inutilità e la nocività della pubblicità. Penso al suo costo, al fatto che se compro un prodotto ben pubblicizzato, una parte di quello che spendo serve a pagare cartelloni, spot, brochure e chi più ne ha più ne metta. La pubblicità è un sistema di convincimento, è un bombardamento dei sensi. Non descrive la qualità, né le caratteristiche di quello che presenta, forse una volta era così, ora è solo illusione, fumo, torpore. La pubblicità dovrebbe essere abolita.
Faccio un esempio, un prodotto ottimo investe soldi nella qualità, un prodotto più scarso investe meno per la qualità e il rimanente per la pubblicità, il loro prezzo è lo stesso ma il secondo venderà di più perchè ha influenzato la coscienza degli acquirenti.
E tutti quelli che lavorano nella pubblicità? Se eliminassimo tutti i lavori inutili che producono aria fritta e reimpiegassimo quella forza lavoro in settori invece indispensabili la qualità della nostra vita migliorerebbe radicalmente.
Esempio (a caso): prendo un "pubblicitario generico" e lo metto nel campo a coltivar patate. La produzione di patate attualmente è già coperta, non c'è richiesta di aumentarla. Quindi essendo ora in due, invece che produrre di più potrebbero lavorare la metà per avere uguale rendimento. Però a questo punto i due lavoratori gudagnerebbero la metà (perchè devono dividersi l'introito). Però nel nostro sistema modificato sono scomparse tutte le voci di spesa inutile (tipo pubblicità) e quindi anche il costo della vita è minore.
Bisognerebbe fare una tabella dei lavori, dividere quelli utili da quelli inutili, vedere quante sono le persone che li praticano e qual'è il loro guadagno. Così si arriverebbe a capire se questo discorso è realizzabile o se è semplicemente una fantasia da discorsi da fare in cantina alle 04:00 di mattina.
Domanda lecita: Come si farà poi a conoscere i prodotti? Penso che noi tutti già usiamo comunemente prodotti che non sono pubblicizzati, quindi togliere la pubblicità non ci farà perdere nulla. Al limite si potrebbe costituire un bel database con tutti i prodotti e con specificate tutte le caratteristiche.
Sono sicuro che un discorso del genere qualcuno l'ha già fatto e approfondito e quindi vedo di informarmi un pò in giro.


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Pd: il partito mollo

Pubblicato da Alessandro Cimadom On 12.15.00 0 commenti
Il PD ancora una volta dimostra la sua inutilità. Ormai è un organo a se stante che alle prossime elezioni perderà altri voti. La gente il 5 scenderà in piazze e il 2° Partito del Paese, quello che non ha bisogno di lezioni di antiberlusconismo, se ne sta chiuso in casa. O la manifestazione la organizzano loro oppure non ci vogliono andare. Bel modo di comunicare la loro vicinanza al "popolo", lungi da loro l'idea di mischiarsi alla gente comune, magari se gli si promette un palco in piazza dove starsene seduti uno scalino più su degli altri andrebbero anche!
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Il blog è un treno

Pubblicato da Alessandro Cimadom On 17.58.00 0 commenti
IL BLOG E' UN TRENO
"Il blog è come un treno.
Un treno senza una destinazione finale e che nessuno sa bene da dove sia partito.
Alle stazioni c'è chi sale e chi scende.
In viaggio, tra una fermata e l'altra si parla. Del più e del meno.
E' un treno dove sali senza biglietto.
Ma dove c'è la prima classe, la seconda classe e la terza classe.
C'è anche un macchinista. Ma come nei treni reali nessuno lo vede, nessuno ci parla.
Ogni tanto un annuncio dall'interfono.
Ogni tanto qualche passeggero si dimentica di quello che è e si mette a controllare i biglietti.
Si dimentica pure che su questo treno nessuno ha il biglietto. Perchè è gratuito.
Ma lui controlla lo stesso.
Solo per sentirsi più importante.
C'è pure chi non scende mai dal treno, pur intuendo che una destinazione vera non ce l'ha.
Ma rimane lo stesso. Perchè alle stazioni sale e scende tanta gente interessante.
E non c'è di meglio da fare, di meglio dove andare. E poi in fondo le stazioni sono tutte uguali.
Che motivo c'è di scendere?
E poi parla con uno e parla con l'altro, magari ti scopri diverso, cambiato, pure informato…. Ti sembra di essere quasi..migliore.
E allora resti su.
E, intanto, passano le stazioni, tanti sono scesi alla loro fermata. Alcuni sono saliti. Ma la gente che sale ti sembra sempre meno interessante. Quelli cha salivano una volta sì, che erano dei passeggeri interessanti!
E allora cominci a dire ...alla prossima scendo.
E poi ancora, alla prossima scendo.
Ma… che scendo a fare?
Vediamo piuttosto dove porta sto treno.
Vediamo qual'è la sua destinazione finale.
Come faccio a parlare con il macchinista? Lui si potrebbe sapere dove sta andando il treno.
Ma non si può. Le carrozze non comunicano con la motrice.
E quell’interfono che annuncia solo la prossima stazione. Mai un capolinea. Oppure un marcia indietro. Non può.
Sempre sulle sue rotaie."
Dalle Ferrovie del Blog
Buon Viaggio.
Un Passeggero

da Beppegrillo.it
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